Ci scrive un Genitore del cavanis di Possagno: "ho letto con interesse l'articolo del Corriere, riportato da Cavanis.net, sui fatti del Virgilio e in tal senso mi permetto alcuni pensieri: 

alcuni ambiti del Paese da molti, troppi anni si sentono al riparo dalla Legge: i fatti della Basilicata, delle Banche locali Toscane e Venete, di certa imprenditoria corsara che in nome dell'internazionalizzazione ha privatizzato gli utili e comunizzato le perdite, ne sono un triste e purtroppo  ben lucido specchio. Come sottolineato dal Corriere Roma di giorno 8: " ... Perché si può essere serenamente più o meno d'accordo sull'intervento legislativo, ma il punto qui è un altro: si può accettare che in una società organizzata, di cui fa parte la nostra complessa città, possa esserci un luogo che «per convenzione» sfugga alle leggi? ...". Augias qualche giorno fa su "La Repubblica" in un suo articolo, che allego, ha sostenuto che: "... Visto che parliamo di un liceo classico "Est modus in rebus" come diceva il buon Orazio. Quel "modus" al Virgilio è stato superato, più ancora che dai ragazzi, dai genitori che non sono intervenuti loro per primi a chiedere che si ponesse fine allo spaccio." ... Il tema è che i genitori non sono intervenuti magari - a pensar male spesso ci si piglia diceva un Romano qualche anno fa - proprio perché anche loro usavano, spacciavano ed altre cose simili.   In tutta serenità mi sento di condividere quanto scritto negli articoli allegati: sono un po' dubbioso sulle conclusioni dell'articolo nazionale del  Corriere.   La Scuola, in particolare quella pubblica, già assolve questo compito: in questi giorni lavorando con due classi di Geometri ho avuto la percezione, di anno in anno sempre più forte, che questi ragazzi di diciotto anni siano sul serio migliori di quelli di dieci anni fa.  Cosa manca: il ruolo Genitoriale che sappia essere Guida o se permettete l'azzardo essere ciò che Virgilio è stato per Dante.  Noi genitori siamo totalmente inadeguati a sostenere l'innovazione che questi ragazzi richiedono. Noi siamo ancora convinti che il rapporto di sodalità sia prevalente rispetto al merito, che tutto sommato una birretta è solo una birretta e uno spritz solo uno spritz. Persone di 66 anni che muoiono tra le braccia non di Morfeo ma di Dioniso  come accaduto molto recentemente nel paese limitrofo? Quale esempio per i  Giovani? La scorciatoia ... personale.  Cosa fa la Scuola? A mio avviso sarei più ottimista. La Scuola ha già scelto grazie ai nuovi Presidi e ai nuovi Professori. Bisogna vedere cosa sceglie il Paese.   Riporto Augias che concludendo il suo articolo, scrive: " ... Mi ha molto consolato leggere mercoledì su Repubblica un servizio da Londra del nostro Enrico Franceschini. Secondo una classifica del Times, tra le università del mondo con meno di 50 anni di vita, figurano, tra i primi 150, sei italiane.

La scuola superiore sant'Anna di Pisa è addirittura tra i primi dieci.  Vengono poi Milano-Bicocca; Verona; Roma tre; Roma-Tor Vergata; Brescia.  Sollievo." E usciti dalla Scuola cosa fanno i nostri Giovani Italiani?Questo:

https://youtu.be/eR89gaBcoz0?list=PLfcLnWjZZcaukm0rN0hjPz98o7zOdEt12

Maurizio Belvedere"