Per accendere il fuoco delle polemiche basterà la locandina. Un Pio XII dall’aspetto estremamente giovanile (interpretato dall’attore Roberto Zibetti) che, accanto alla preziosa
croce pettorale, sulla sua sinistra ostenta una Stella di David gialla. La stessa che gli ebrei furono costretti a indossare nella parte d’Europa occupata dai nazisti e nell’Italia fascista. Sempre la stessa che accompagnò sei milioni di israeliti alla morte nei campi di sterminio. È l’immagine scelta dalla regista Liana Marabini che ha firmato «Sfumature di verità», il film dedicato a papa Pacelli, portatore di una tesi provocatoria: Pio XII avrebbe salvato la vita a 800.000 ebrei in tutta Europa attraverso le disposizioni impartite ai vescovi del mondo, accogliendo molti israeliti in Vaticano e nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Per questa ragione, ha così affermato in più occasioni la regista, Pacelli avrebbe diritto al titolo di «Schindler del Vaticano».
La produzione del film (che è stato presentato lunedì 2 marzo alle 18 a Roma con un’anteprima mondiale a inviti nell'Istituto Maria Santissima Bambina in via Paolo VI, accanto all'ingresso della Città del Vaticano a Porta Cavalleggeri) appare robusta: divi internazionali come Christopher Lambert, Giancarlo Giannini, Gedeon Burkhard (il televisivo Commissario Rex), David Wall, gli italiani Victoria Zinny e Remo Girone, in un piccolo ma simbolico ruolo anche la principessa Maria Pia Ruspoli, moglie del principe Sforza, detto Lillìo, campione della Nobiltà Nera romana fedele al Papa. Ma Marcello Pezzetti, direttore scientifico della Fondazione Museo della Shoah, portavoce per l’Italia della Task force internazionale per la didattica della Shoah in Europa (si deve a lui, nel 1999, la scoperta, dopo una lunga indagine, del luogo esatto dove si trovava il Bunker 1 di Auschwitz, la prima camera a gas usata nella storia di quel campo) afferma: «Nessun vero storico al mondo sosterrebbe una tesi del genere. Anzi, dirò che ci troviamo di fronte a un falso storico. E nemmeno dobbiamo stracciarci troppo le vesti, vista l’assoluta evidenza. Ma come si fa a sostenere che Pio XII salvò 800 mila ebrei? Non è nemmeno una interpretazione, è semplicemente una tesi di stampo ideologico, è completamente un’altra cosa. Insomma, non è nemmeno scandaloso. È fuori luogo». A Pezzetti, che ha collaborato a lungo con molti storici di matrice cattolica, aggiunge: «Molti studiosi di quella radice culturale, che stimo e ritengo serissimi, sorrideranno di fronte a questa tesi. Anzi, aggiungo che qualsiasi cattolico semplicemente la respingerebbe».




























